Archivio di Marzo, 2020

⭕ Il potere delle immagini

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Lʼeconomia della ciambella di Kate Raworth – puntata 4

Sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo

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Il potere delle immagini

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Kate Raworth vuole abbandonare le vecchie teorie economiche imparate all’università. È determinata a creare un nuovo paradigma.

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“Provai a disegnare un’immagine di questi obiettivi e, per quanto sembri ridicolo, venne fuori una ciambella – sì – quella americana con un buco in mezzo.

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Si fa fatica a considerare le zuccherose ciambelle come una metafora verosimile delle aspirazioni dell’umanità, ma c’era qualcosa in quell’immagine che mi colpiva”.

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I punti salienti della ciambella sono:

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una base che tiene conto del benessere sociale SOTTO il quale nessuna persona dovrebbe andare (cioè condizioni di povertà estrema, fame, analfabetismo, mancanza di assistenza sanitaria). 

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un tetto ecologico da non superare perché sono i limiti massimi SOPRA i quali si compromettono gli ecosistemi del pianeta portando al degrado ambientale (come cambiamenti climatici, perdita di biodiversità).

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L’equilibrio dunque è tra questi due limiti e costituisce la zona di sicurezza entro la quale l’umanità può vivere e soddisfare i propri bisogni rispettando le risorse del pianeta.

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Per il XXI secolo abbiamo bisogno di una nuova storia economica, di una narrazione sul nostro futuro e le migliori storie sono quelle raccontate per immagini.

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Il nostro cervello elabora le informazioni per immagini: la visione viene prima delle parole. Ci basta osservare un bambino: guarda e riconosce le cose prima di imparare a parlare.

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Le neuroscienze hanno confermato il ruolo predominante della visualizzazione nella cognizione umana.

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Impariamo meglio, più velocemente attraverso le immagini e il cervello è capace di memorizzarle più a lungo.

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Nel corso dell’evoluzione umana hanno avuto un ruolo importante, basti pensare alle pitture rupestri. L’intera Storia è costellata da raffigurazioni: nel 500 a.C. con la Mappa del mondo – Imago Mundi – e poi Leonardo da Vinci con l’Uomo Vitruviano. Copernico nel 1543 con la sua rappresentazione dell’universo eliocentrico innescò una rivoluzione ideologia tale la scuotere la dottrina della chiesa.

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È evidente il potere delle immagini perché si imprimono nella nostra mente più delle parole e modellano, senza che ci rendiamo conto,  la nostra visione del mondo.

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Non sono innocue dunque le rappresentazioni proposte da un’economia obsoleta con i suoi diagrammi, parabole e linee che ci portano a perseguire falsi obiettivi.

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Molti dei padri fondatori dell’economia attraverso le immagini esprimevano le loro opinioni nel tentativo, riuscito, di dare all’economia carattere scientifico pari della fisica . In questa impresa troviamo William Stanley Jevons nel 1871 con la “legge della domanda”. Jevons infatti raffigurò le sue teorie ispirandosi allo stile dei diagrammi sul moto dei corpi disegnati da Isaac Newton nel 1867.

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Tuttavia fu Paul Samuelson nel seconda metà del XX secolo a  caratterizzare il pensiero economico attraverso l’uso di equazioni rivolgendosi ai professionisti e di immagini rivolgendosi alle masse.

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Subito dopo la seconda guerra mondiale, centinaia di migliaia di ex militari si iscrissero ai college statunitensi: la situazione post bellica offriva grandi opportunità di lavoro. Molti giovani scelsero ingegneria che prevedeva un corso obbligatorio di economia ma i testi erano mal tollerati dagli studenti. 

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Questa situazione si rivelò un colpo di fortuna per Paul Samuelson che, ancora trentenne e professore del MIT venne incaricato dal suo capo dipartimento, Ralph Freeman, di mettere a punto con urgenza un corso di economia che risultasse accattivante per i futuri ingegneri.

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Nel 1948 uscì “Economics”  il testo che avrebbe reso Samuelson uno dei più influenti e noti economisti al mondo.

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Scelse lo stesso metodo che fu usato dalla chiesa quando, per diffondere la sua dottrina, si vedevano i monaci e gli studiosi leggere la Bibbia in latino ma per il popolo analfabeta si ricorreva a immagini sui muri delle chiese e a dipinti e vetrate decorate.

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Samuelson mise da parte la sua idea di usare le equazioni per i professionisti per ricorrere alla visualizzazione e,  poiché i destinatari era principalmente ingegneri, usò i disegni con lo stile per loro più familiare. Obiettivo pienamente raggiunto poiché attecchì e divenne famoso il Diagramma di Flusso Circolare che evocava  chiaramente il disegno di un circuito idraulico.    

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Economics, così come venne intitolato il libro, fece breccia non solo per i corsi di ingegneria ma fu un successo assoluto in America e in tutto il mondo. Divenne il testo di economia adottato dai professori universitari e tradotto in quaranta lingue. Nel corso degli anni Samuelson aggiunse nuovi diagrammi per arrivare a quasi 250 con l’ultima edizione aggiornata del 1980.

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Hai appena conosciuto la genesi di Econ 101.

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Come dichiarò lo stesso Samuelson “il primo messaggio è quello privilegiato perché si imprime nella tabula rasa del neofita nel momento in cui è più impressionabile”.

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Ma per il XXI secolo serve ripensare l’economia perché essa deve variare in base ai nuovi contesti, ai nuovi valori e ai nuovi obiettivi dell’umanità.

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George Lakoff, studioso di linguistica cognitiva, afferma che è essenziale avere una nuova visione. Il solo rifiuto di un modello dominante, paradossalmente, servirà solo a rafforzarlo. 

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Per fare un esempio George Lakoff** parla dal noto dibattito politico relativo all’alleggerimento fiscale portato avanti dai conservatori statunitensi. Questi hanno fatto passare il messaggio che le tasse sono una sofferenza e quindi si propongono di essere i salvatori.

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In questo caso la strategia da parte dei progressisti non è di argomentare con lunghi discorsi  contro l’alleggerimento fiscale che, evidentemente, avrebbe un effetto fallimentare agli occhi dei cittadini. La soluzione migliore è proporre una visione di “giustizia fiscale” che evoca in due parole i valori di comunità, correttezza e responsabilità.*

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Avvalersi di un efficace linguaggio verbale e visivo è il mezzo per trasformare il pensiero economico del XXI secolo.

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“Mi resi conto – racconta Kate Raworth – di quanto sia grande il potere del contesto visivo solo nel 2011 quando disegnai per la prima volta la Ciambella e rimasi sbalordita e affascinata dalla risposta interazionale che suscitò”

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L’immagine della ciambella ebbe analoga accoglienza favorevole nel 2015 in occasione dei processi di negoziazione per Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile.*

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Una nuova storia  economia ha bisogno di nuove immagini anche se non sarà facile liberarsi dai diagrammi come “meccanismi di mercato” o da frasi come ”perseguimento della crescita“.

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Se non ti sei mai occupato di economia può essere un vantaggio perché Paul Samuelson non ha ancora avuto spazio sulla tua “tabula rasa”.

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Sei pronto ora a conoscere le nuove sette immagini per il XXI secolo?

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Legenda relativa ai link:

* fonte citata nel libro “Economia della Ciambella”

** approfondimento suggerito da Culturaintour

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⭕ Una ciambella per salvare il mondo

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Lʼeconomia della ciambella di Kate Raworth – puntata 3

Sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo

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Una ciambella per salvare il mondo

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Kate Raworth, sin da adolescente, matura la decisione di voler studiare economia per poter mettere a disposizione le sue competenze per combattere le ingiustizie sociali e salvaguardare l’ambiente naturale. 

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Si iscrive così alla Oxford University. 

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È proprio nelle aule universitarie che Kate si rende conto che la teoria economica che stava imparando partiva da “strane” supposizioni e non approfondisce proprio i temi che le stanno più a cuore.

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Per questo, abbandona l’economia teorica per dedicarsi alle sfide economiche del mondo reale: lavora per tre anni nei villaggi di Zanzibar (Tanzania) dove vede come le donne gestiscono micro-imprese mentre crescono i loro bambini senza acqua corrente ed elettricità. 

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Poi lascia Zanzibar per un contesto agli antipodi: lavora per qualche anno a Manhattan per le Nazioni Unite per poi licenziarsi delusa dall’ambiente. Decide di lavorare per Oxfam per una decina d’anni.

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È in questo contesto che è testimone della precarietà dei lavori delle donne – dal Bangladesh a Birmingham – e delle implicazioni dei cambiamenti climatici sui diritti umani – dall’India allo Zambia.

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Alla formazione di Kate, contribuisce anche il periodo dedicato alla nascita dei suoi bambini. Vive personalmente la pressione a cui sono sottoposti i genitori per conciliare gli impegni della famiglia e quelli del lavoro.

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Gradualmente tutto il bagaglio di esperienze di vita, quelle maturate nel lavoro, nella famiglia fanno giungere Kate a una serie di conclusioni: 

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l’economia modella il mondo in cui viviamo e le sue teorie avevano definito anche la sua forma mentis nonostante non vi si riconoscesse.

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Kate si chiede:

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“e se facessimo partire l’economia non dalle sue astrazioni ma dagli obiettivi a lungo termine dell’umanità e poi ci chiedessimo quale tipo di pensiero economico può darci le migliori possibilità per raggiungerli?” 

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Era pronta a disimparare e creare qualcosa di nuovo: stava nascendo l’economia della ciambella.

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⭕ L’autorità dell’economia

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Lʼeconomia della ciambella di Kate Raworth – puntata 2

Sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo

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L’autorità dell’economia

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Il termine “economia” ci giunge dall’antica Grecia con il significato di “Arte della gestione domestica”.

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Per gestire la casa planetaria nel XXI secolo, con le sue enormi sfide, occorre avere necessariamente una visione nuova e a lungo termine e pertanto la teoria economica avrà un ruolo centrale.

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Come afferma F.S. Michaels nel suo libro “Monoculture: How One Story is Changing Everything”, la questione principale è economica: convinzioni, valori e assunzioni economiche stanno modellando il modo in cui pensiamo, sentiamo e agiamo.

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Gli economisti, dunque, hanno una grande responsabilità. Sensazione che era percepita fortemente da due economisti tra i più influenti del XX secolo che, pur avendo prospettive teoriche e politiche opposte, concordavano su uno stesso argomento.

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John Maynard Keynes, economista britannico, in una intervista negli anni Trenta, dichiarava:

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“Le idee degli economisti e dei filosofi politici, sia quando esse sono esatte sia quando sono sbagliate, sono più potenti di quanto si ritenga comunemente.

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In realtà il mondo è regolato da poco altro”.

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Friedrich von Hayek, austriaco, padre del neoliberismo degli anni Quaranta, nel 1974 fu insignito del premio Nobel per l’economia. In quella occasione disse:

“Il premio Nobel conferisce a un individuo un’autorità che in economia nessun uomo dovrebbe possedere perché l’influenza dell’economista è quella che più pesa sui profani: politici, giornalisti, impiegati statali e popolazione in generale”.

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Quanto possa influenzare il pensiero economico su una società è palese dalla ridefinizione del linguaggio: siamo passati da “strutture sanitarie” e “pazienti” a “fornitori di servizi” e “clienti”. 

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Gli economisti hanno attribuito per i campi e le foreste di tutti i continenti “un valore monetario del capitale naturale” e un “valore monetario dei servizi ecosistemici” per l’impollinazione degli insetti.

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In questo quadro abbiamo il settore finanziario che esalta la sua importanza con i resoconti e le quotazioni nei media: radio, telegiornali, giornali.

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Risulta evidente che il contesto e le sfide del XXI secolo necessitino di ripensare l’economia e qui ci scontriamo con la realtà.

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Negli Stati Uniti è stato realizzato un corso introduttivo standard di economia – Econ 101 – che è stato tradotto in molte lingue: milioni di studenti di tutto il mondo studiano lo stesso identico libro. 

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Econ 101 è un testo che fornisce le basi dell’economia classica ed è rivolto agli studenti universitari con il risultato che intere generazioni di futuri economisti ma anche di imprenditori, medici, giornalisti o decisori politici sono formati con il medesimo linguaggio e approccio mentale. Questi ultimi modellano il modo in cui si pensa all’economia: cos’è, come funziona e a cosa serve.

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A questo punto la domanda da farsi è:

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Se in un’epoca di veloci trasformazioni e ardue sfide continuiamo ancora oggi a formare gli studenti con un approccio mentale che si basa su testi di economia del 1950 a loro volta derivanti da teorie del 1850, come possono costruire un avvenire prospero?

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Lo scopriremo con la prossima puntata.

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Ci auguriamo che queste riflessioni ti abbiamo coinvolto. 

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⭕ Chi vuol essere un economista?

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Lʼeconomia della ciambella di Kate Raworth – puntata 1

Sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo

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Chi vuol essere un economista?

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Inizi anni duemila: gli studenti di economia non ci stanno.

La rivoluzione dell’economia è cominciata!

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Si organizzano e creano un network globale in 30 paesi: cresce la consapevolezza che il modello economico che viene loro insegnato è in crisi e questa crisi ha conseguenze che vanno ben oltre le aule universitarie.

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Quello che imparano modella le menti delle prossime generazioni di decisori politici e quindi modella le società in cui viviamo.

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A gennaio 2015, si assiste alla clamorosa contestazione degli studenti di economia.

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I giovani ribelli proiettano messaggi di protesta sulla facciata dell’hotel Boston Sheraton che ospita la conferenza annuale dell’American Economic Association.

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Emerge forte tra gli studenti la necessità di essere pronti ad accettare le sfide del XXI secolo, dalla stabilità finanziaria alla sicurezza alimentare ai cambiamenti climatici.

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Come ebbe a dire Richard Buckminster Fuller – inventore e filosofo – “non si cambiano le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, bisogna costruire un nuovo modello che renda obsoleto quello attuale”.

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Kate Raworth con il suo libro smonta pezzo per pezzo le vecchie idee e i paradigmi culturali ed economici ormai obsoleti e li sostituisce con nuovi modelli a cui ispirarci attraverso immagini e parole.

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⭕ L’Economia della ciambella di Kate Raworth spiegata a puntate

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L’economia della ciambella di Kate Raworth

Sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo

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Prefazione

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Finora le nostre società hanno perseguito modelli di sviluppo socio-economici che si sono basati sulla crescita continua dell’utilizzo degli stock e dei flussi di materia ed di energia da trasferire dai sistemi naturali a quali sociali.

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Al centro dei processi economici non è stato collocato il capitale fondamentale che ci consente di perseguire il benessere e lo sviluppo delle nostre stesse società e cioè il capitale naturale costituito dalla straordinaria ricchezza delle natura e della vita sul nostra pianeta.

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Ogni volta che…

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ciao,

È da un po’ che non ci sentiamo.
Avevamo da completare le conferenze sui cambiamenti climatici in collaborazione con il Comune di Cadorago. Come puoi intuire, il nostro quarto ed ultimo incontro “Il ciclo delle acque”, con la professoressa Antonelli del Politecnico di Milano previsto per il 20 marzo è annullato.
Se invece eri presente lo scorso 7 febbraio, sicuramente avrai apprezzato la preparazione di Stefano Caserini, docente di mitigazione ambientale.
Ci aveva comunicato che avrebbe partecipato alla rassegna “Le Primavere di Como” il 28 marzo ma dovremo aspettare una nuova data.

Insomma i programmi di tutti, a tutti i livelli, stanno subendo uno stravolgimento.
Dal caso di Codogno a oggi non è ancora passato un mese ma sembra un’eternità… la percezione del tempo è cambiata.
Siamo chiamati a essere tutti più responsabili.
In questo contesto surreale possiamo ragionare così:

“Ogni volta che cadi, raccogli qualcosa”
Oswald Avery

Tutte le emozioni negative ci possono solo nuocere e appesantire
ancora di più. Sicuramente è una prova difficile per tutti. Ma attenzione… possiamo difenderci.

Quali pensieri ed emozioni vogliamo per la nostra mente ?

Informarsi è un conto, stare tutto il giorno ad angosciarsi davanti alla tv
o ai social è un altro anche perché, diciamolo, la confusione regna sovrana.

Ti ricordi i bambini rimasti intrappolati con il loro allenatore di calcio
nella grotta in Thailandia ?
Una volta tratti in salvo, soccorritori e genitori furono stupiti:
“Nessuno piange, o si dispera, è sbalorditivo” diceva la madre di uno di loro.
Riuscirono infatti a mantenere la calma per lunghi e interminabili giorni
grazie alla meditazione nonostante fossero al buio e senza cibo.

Approfitta del fatto di stare a casa per approfondire i benefici della meditazione.
È provato scientificamente che rafforzi il nostro sistema immunitario. Corpo e mente sono connessi e i nostri pensieri e stati d’animo, siano positivi o negativi, influenzano le nostre cellule immunitarie.
Online trovi molti video che ti insegnano come fare pratica.
Da noi questa abitudine è come dire… diventata di casa. Cosa mai fatta prima, ora la faccio anche con mio figlio.

Possiamo in questo periodo rivedere la nostra scala di priorità, per
riflettere su tutte le cose che abbiamo sempre dato per scontato e per scontato non lo sono affatto.
Impareremo ad apprezzarle dopo.

È un importante momento di innovazione persino per le scuole e le università che fanno lezioni online.
Le aziende, potendolo fare, in poco tempo hanno messo in
pratica lo “smart working “.
Quando tutto sarà finito ne usciranno più forti e competitive di prima.
Per approfondire cos’è lo smart working clicca qui:

Se vuoi trascorrere un po’ di tempo sereno, i nostri amici di Dramatrà hanno preparato un “Tour Virale” divertente e non contagioso per portarvi alla scoperta di una Milano a debita distanza: in streaming
sabato 21 marzo alle ore 15 in diretta facebook.

Racconteranno della Peste Nera del ‘300, che arrivava dal Peloponneso e quella del 17esimo secolo, tanto raccontata dal buon Alessandro Manzoni.

Per conoscere tutti i dettagli clicca sul bottone:

Questa situazione sarà impegnativa e non veloce ma pensa che meraviglia quando sarà finita.
Sicuramente una cosa l’abbiamo già capita…. l’importanza di un abbraccio!

Se vuoi scriverci per raccontarci come vivi questo avvenimento, noi siamo qui.

A presto!
Ester e Margherita

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