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Pianeta: rischio collisione

Questa è una newsletter un po’ speciale e riguarda il nostro futuro con il clima che cambia. Certamente l’argomento non è spensierato come vorremmo tutti però…. come scrive Enrico Giovannini nel suo libro :

“la buona notizia che mostra la possibilità di realizzare l’utopia sostenibile viene dal cambiamento che, in modo ancora poco visibile per il grande pubblico e per gran parte dei politici, sta avvenendo in tante persone, soprattutto nei più giovani, in tante imprese, in tanti governi…” (libro L’utopia sostenibile, Enrico Giovannini editori Laterza)

Qui sotto trovi i il nostro articolo.

Buona lettura e ricordati che con i nostri tour ti faremo conoscere i casi di utopia sostenibile che già esistono.


Pianeta: 7 errori (grossolani) del Titanic da non fare e 7 insegnamenti

Sicuramente conosci la storia del Titanic e per quanto possa sembrare inquietante ci sono molte analogie con il comportamento umano contemporaneo nei riguardi del pianeta. Vale la pena fare alcune riflessioni perché la fine tragica del transatlantico dichiarato inaffondabile, che nell’aprile del 1912 si inabissò dopo la collisione con un iceberg, ci dà parecchi insegnamenti. Vediamoli insieme facendo un piccolo sforzo d’immaginazione che ci consentirà di capire meglio:
il Titanic rappresenta il nostro pianeta e l’icerberg simboleggia il cambiamento climatico che le attività umane hanno innescato. Siamo entrati infatti in nuova era geologica chiamata Antropocene. Iniziamo….

1° errore
Assoluta negligenza e superficialità di ufficiali ed equipaggio. La realizzazione del transatlantico aveva consentito la massima espressione di un alto livello di tecnologia e innovazione in grado di offrire ogni genere di confort con arredi lussuosi, ostentando ogni sfarzo e abbondanza possibili.
Quest’atmosfera suscitò la massima euforia che contagiò l’intero equipaggio portandolo a essere superficiale e approssimativo.

1° insegnamento
Necessità di abbandonare il delirio di onnipotenza nei confronti del pianeta. L’uomo è parte di un ecosistema.
I paesi sviluppati devono essere consapevoli che la Terra ha risorse limitate e la natura ha bisogno di tempo per rigenerarsi. Inoltre uno sviluppo irresponsabile ha conseguenze disastrose in termini di inquinamento.
Prendiamo atto che occorre un cambio di mentalità: il nostro modello di sviluppo porta a una catastrofe economica, sociale e ambientale.

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2° errore
Messaggi di pericolo ignorati. Al Titanic da parte di altre imbarcazioni arrivarono “segnalazioni di avvistamento iceberg” ma non furono considerati e quindi non venne modificata la rotta.

2° insegnamento
Occorre agire di fronte al pericolo. Il primo importante studio scientifico (The Limits to Growth) risale al 1972 metteva in guardia l’umanità dal pericolo: elevata popolazione, crescita infinita della produzione, inquinamento, esaurimento delle risorse. Il rapporto venne aspramente criticato e ignorato perdendo così 50 anni che sarebbero serviti a cambiare rotta con molto più agio.
Oggi il negazionismo climatico continua a far danno gridando al complotto (vedi attacchi a Greta Thunberg).
L’IPCC (Intergovernment Panel on Climate Change) è il principale foro scientifico nato nel 1988 per volontà dell’ONU per studiare e monitorare il cambiamento climatico.
L’IPCC ha dato indicazioni precise all’intera umanità: bisogna limitare il riscaldamento globale a 1,5 C°.
Per porre rimedio alla catastrofe abbiamo solo 10 anni (per esempio avviarsi all’abbandono dell’energia fossile e affidarsi alle energie rinnovabili).

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3° errore
Assenza di un piano di emergenza
Le scialuppe di salvataggio erano poche, i passeggeri impreparati, l’equipaggio disorganizzato.

3 °insegnamento
Prepararsi alle emergenze con strategie di adattamento. Il cambiamento climatico è avviato e ogni territorio deve essere resiliente: dobbiamo mettere in atto  azioni di adattamento. L’Unione Europea chiede ai governi locali di impegnarsi attivamente e concretamente per rispettare gli accordi raggiunti nel 2015 alla conferenza di Parigi COP 21.
Lo strumento concreto è attuare un “Piano di Azione per L’Energia Sostenibile e il Clima” (PAESC).
Per realizzarlo, sempre più Sindaci di tutta Europa aderiscono al “Patto dei Sindaci” (tutte le info su pattodeisindaci.eu)
Nel frattempo i cittadini devono cambiare mentalità e adottare stili di vita sostenibili.

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4° errore
incendio sottovalutato

Il Titanic salpò nonostante un incendio in corso nella sala caldaie che gli operai non riuscirono a domare con tempestività. I danni causarono l’indebolimento della struttura e al momento della collisione con l’icerberg la paratia stagna non resse alla pressione dell’acqua.

4° insegnamento
le carestie, la siccità e disastri ambientali in alcune aree del mondo ci riguardano direttamente

È sciocco pensare che le situazioni di pericolo riguardino solo gli “altri” e solo determinate zone del mondo.
Siamo tutti sullo stesso pianeta e oggi l’equilibrio è delicatissimo e precario.
Secondo molti scienziati il cambiamento climatico sta dando origini a importanti eco-migrazioni.
Uno studio del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-Ita) ha preso in esame il periodo 1995-2009 per escludere dall’analisi i confliti.
Le migrazioni dal Sahel (Africa sub-sahariana) all’Italia rappresentano il 90% degli ingressi: è emerso che il fattore dominante del fenomeno migratorio è stato il superamento della temperatura associato a raccolti poveri e siccità.
La politica deve prendere in considerazione queste dinamiche: occorre che in Africa si adottino strategie come il recupero di terreni degradati che possano condurre a mitigare il riscaldamento globale e, nel contempo, a creare situazioni che prevengano il fenomeno delle migrazioni forzate.
(fonte Ansa e Rinnovabili.it)

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5° errore
non aver una visione a medio lungo termine

Le due vedette del Titanic non erano dotate di binocoli (per quanto sembri assurdo, i binocoli erano in un armadio a muro blindato e l’equipaggio non aveva le chiavi per aprirlo). Nessuno si preoccupò più di tanto perché gli ufficiali contavano sul fatto che una montagna di ghiaccio si sarebbe vista da lontano, anche a occhio nudo.
Peccato che quando si capì che il Titanic aveva davanti l’icerberg non aveva più tempo per manovre di emergenza. Sappiamo come è andata.

5° insegnamento
agire con una visione a medio-lungo termine

Da decenni gli studi scientifici ci hanno dato una visione delle conseguenze a cui andremo incontro se non facciamo nulla.
Il surriscalmento globale sta innescando un effetto domino che sarà difficile prevedere e impossibile fermare.
Abbbiamo dieci anni per cambiare completamente rotta prima che il “nostro icerberg” non ci lasci scampo.

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6° errore
mancanza informazione e di addestramento ai passeggeri
La collisione con l’icerberg avvenne alle 23:40: tempo due ore e quaranta e il transatlantico scomparve tra le gelide acque dell’atlantico.
I passeggeri, con preferenza ai bambini e alle donne, furono indirizzati alle scialuppe di salvataggio, che come abbiamo detto erano di numero assolutamente insufficiente.

Si aggiunse la totale impreparazione dell’equipaggio e dei passeggeri.
Le scialuppe venivano calate in mare con le poche persone che si presentarono e quindi erano riempite a metà.
Il comandante tardò di oltre 20 minuti ad ordinare l’abbandono della nave e gran parte dei passeggeri ignari del disastro ascoltava la musica dell’orchestra, mentre il Titanic affondava.
“Era uno spettacolo irreale, sembrava un dramma recitato per divertimento”.

6° insegnamento
il cambiamento climatico (il nostro iceberg) non è solo un problema della politica

Tutte le componenti della società, dalle imprese ai governi, dalle organizzazioni della società civile ai singoli cittadini sono tenuti ad impegnarsi per uno sviluppo sostenibile.
Tre sono gli strumenti che dobbiamo mettere in campo:
tecnologia,
gestione dei processi economici e sociali adottando un profondo cambiamento di mentalità
un sistema di governance adeguato ai nuovi processi.

L’intero mondo deve dirigersi verso uno sviluppo sostenibile: la comunicazione è fondamentale tra comunità di scienziati, istituzioni, imprese, innovatori, popoli.

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7° errore
l’eccesso di velocità a cui navigava il Titanic

La velocità fu un altro fatale elemento che impedì di rallentare la sua corsa ed evitare la collisione.
Il capitano diede ordine di procedere a 20,5 nodi, mentre in quella situazione di pericolo ghiacci segnalato, la velocità non avrebbe dovuto superare i 10 nodi.

7° insegnamento
quando la velocità è fatale

Bisogna essere consapevoli che viaggiamo ad una velocità folle.
Siamo troppo veloci a consumare le risorse naturali del pianeta che non ha il tempo per rigenerarsi.
Si aggiunge il veloce sviluppo dei paesi emergenti a cui consegue l’aumento di emissioni gas serra. Sebbene ciò porti ad un innalzamento di standard di vita per miliardi di persone questo si traduce in aumento di consumi e di inquinamento.
Il cambio di rotta verso uno sviluppo sostenibile non può aspettare.

Conclusione:
Ora aggiungiamo interessanti spunti di riflessione.
I passeggeri a bordo del Titanic erano sistemati tenendo conto delle diverse classi sociali:
(la prima classe per i nobili, capitalisti e industriali, la seconda per la media borghesia e la terza per tutti gli altri).
I passeggeri di prima e seconda classe ebbero facile accesso al ponte lance tramite le scale che conducevano al ponte. Le perdite di gran lunga più pesanti furono per le persone della terza classe che ebbero notevoli difficoltà a trovare il percorso per giungere alle scialuppe.

Per oltre un’ora dopo la collisione quasi nessuno era consapevole della tragica situazione perché gli ufficiali e gli altri membri dell’equipaggio furono estremamente cauti nel diffondere informazione.
Nel naufragio persero la vita 1523 persone su 2228 imbarcate (compreso equipaggio).

Noi abbiamo un indubbio vantaggio per cambiare rotta: si sta diffondendo la consapevolezza che un nuovo modello di produzione, di consumo e di organizzazione della società  sono vitali per la nostra esistenza.
Per il nostro viaggio sul pianeta abbiamo una mappa o meglio un piano da mettere in atto immediatamente: si chiama Agenda 2030.
Ne parleremo nei dettagli con il prossimo articolo.

Fonti relative al Titanic :
Libera Università Tito Marrone, Focus, Wikipedia

Fonti che hanno ispirato gli insegnamenti:
L’Utopia sostenibile di E. Giovannini
Cos’è l’economia circolare di E. Bompan,
sitoweb Patto dei sindaci

Leggi l’articolo su Long Term Economy

A presto !

Ester e Margherita

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