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Non sai come parlare di crisi climatica?

Dobbiamo ammetterlo: fare comunicazione sulla crisi climatica è molto difficile e la situazione è complessa. Si aggiunge inoltre una componente emotiva molto forte per chi parla e per chi ascolta.

Ci si sente impreparati, si teme di dare informazioni catastrofiche, con il risultato di aver un rifiuto per l’argomento, o, al contrario, di fornire dati e statistiche che possono risultare fin troppo “asettici”.

In entrambi i casi, viene meno lo scopo di sensibilizzare i nostri interlocutori quando è proprio la consapevolezza sulla crisi climatica il primo passo che porta a interessarsi dell’importanza della tutela dell’ambiente e di conseguenza di agire con urgenza.

“ll canale per cui passa la comunicazione è importante almeno quanto il messaggio stesso, se non di più. “  Roz Pidcock, responsabile comunicazione IP

Per questo l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) (IPCC)  ha incaricato un team di esperti, il Climate Outreach in Gran Bretagna, di elaborare un Manuale di comunicazione efficace a uso dei suoi stessi scienziati.

Grazie alla traduzione in italiano a cura di Climalteranti, con il coordinamento del Prof. Stefano Caserini, ora abbiamo un valido supporto a cui attingere.

Di seguito trovi le 6 aree chiave da curare per una comunicazione efficace sui cambiamenti climatici.

1. Mostrati sicuro nel comunicare

Devi acquisire una certa preparazione scientifica equilibrata (ci si riferisce ai rapporti dell’Ipcc) e politicamente neutrale: questo ti permette di guadagnare sicurezza e credibilità. Parla in modo sincero in modo da instaurare un rapporto di fiducia.

Per coinvolgere chi ti ascolta puoi esprimere il tuo punto di vista tenendo presente che, seppur la maggioranza delle persone riconosce il reale cambiamento climatico, le opinioni sulle politiche da attuare sono divergenti. 

Per esempio molti si esprimono a favore dell’energia nucleare e molti altri sono fermamente sono contrari. Quindi fai attenzione a chiarire quando fornisci informazioni scientifiche  e quando esprimi opinioni personali.

2. Parla del mondo reale, non di idee astratte

Ricorda che indicatori come temperatura a livello globale e concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera vengono percepiti da chi ti ascolta come concetti astratti o tendenze a lungo termine

Si crea così un “distanziamento psicologico” sull’argomento e le persone avranno la sensazione che i problemi legati alla crisi climatica si manifesteranno in un futuro lontano o in luoghi remoti.

Meglio usare un linguaggio che ponga la scienza vicina alle esperienze quotidiane per rendere tangibile ciò di cui si parla. Puoi, per esempio,  far riferimento alla diffusione dei pannelli solari che producono energia ma non aumentano le emissioni di anidride carbonica.

È molto utile contestualizzare l’argomento: si può parlare della necessità di evitare sprechi e così consumare meno energia, si possono enfatizzare i benefici per la salute e i vantaggi di un’aria più pulita grazie alla mobilità sostenibile.

Le metafore sono molto efficaci.

Per esempio si può spiegare l’effetto serra che agisce come una “coperta che intrappola il calore” e l’aumento delle emissioni di combustibile fossile rende la coperta più spessa, innalzando così sempre più la temperatura del pianeta.

3. Tocca i temi su cui il pubblico è più sensibile

Se vuoi fare presa su quanto stai comunicando sulla crisi climatica, devi ricordarti che i valori morali e gli stili di vita personali giocano un ruolo importante. 

Gli studi mostrano che i valori morali e le opinioni politiche influenzano l’atteggiamento e questo vale per qualsiasi argomento.

Una comunicazione efficace quindi passa dalla conoscenza della tipologia di pubblico a cui si parla e dalla capacità di portare il discorso su un terreno comune.

Puoi utilizzare valori chiave a vantaggio di nuove abitudini per quanto riguarda le tecnologie energetiche e il consumo domestico:

. riduzione degli sprechi e aumento dell’efficienza

. tutela dell’ambiente

.utilizzo di una fonte di energia sicura e a basso costo

.un mercato giusto e trasparente

Oltre ai valori individuali tieni conto degli interessi specifici del pubblico che hai davanti e cerca di utilizzare argomentazioni che colleghino quei temi di interesse minacciati dal cambiamento climatico con fatti, dati o grafici scientifici.

Per esempio, se parli a una platea di amanti di giardinaggio hanno già avuto modo di constatare come sono mutate le stagioni e puoi introdurre possibili interventi che si devono attuare a tutela di queste attività.

La stessa logica è applicabile in diversi settori come alimentazione, paesaggio, attività ricreative oppure ad avvenimenti accaduti nel luogo dove stai parlando.

4. Racconta una storia

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Gli studiosi di norma descrivono i risultati con un linguaggio equilibrato e privo di emotività.

La maggior parte delle persone invece interpreta il mondo attraverso aneddoti e storie piuttosto che statistiche e grafici.

Dobbiamo dunque utilizzare una comunicazione efficace.

Innanzitutto bisogna cercare di dare un volto umano alla scienza. 

Se per esempio hai organizzato una conferenza sui cambiamenti climatici, presenta il relatore – climatologo o esperto in questa materia – dando qualche notizia sulla sua vita privata o sul suo lavoro oppure  fagli qualche domanda: perché ha deciso di far quel lavoro, che cosa lo spinge a farlo,  le sue aspirazioni, i suoi timori.

Questo passaggio diventa un potente elemento di empatia tra lo scienziato e il pubblico che ha davanti.

L’altro elemento importante è presentare le informazioni sotto forma di racconto in quanto crea un legame più sostenibile e significativo con la scienza e le informazioni sul cambiamento climatico saranno ricordate più facilmente. Non impostare la conferenza puntando esclusivamente su grafici o numeri.

La narrativa serve a descrivere il problema, delineare le conseguenze.

Sono assolutamente da esporre anche le possibili opzioni.

Gli esperti di comunicazione sottolineano bene quest’ultimo punto:  parlare delle soluzioni è essenziale altrimenti chi ascolta finisce per sentirsi sopraffatto.  

Presenta quindi una narrativa efficace che abbia una struttura “conflitto” e “soluzione” .

Per aiutarti applica il metodo ABT (in inglese) che corrisponde a: E-MA-QUINDI.   

Di seguito trovi un esempio attraverso la storia personale di Chris Shaw (uno degli autori del manuale dell’IPCC da cui è tratto questo articolo):

Ho due figli e mi è sempre piaciuto condividere con loro le esperienze e le attività che amavo io da piccolo, vederli felici correre nel mare in una calda giornata estiva o giocare a palle di neve in inverno. 

E

 la consapevolezza che siamo parte di un’unica catena che lega le generazioni passate e quelle future mi ha sempre confortato. 

MA

mentre i miei figli crescevano, ho visto le stagioni modificarsi profondamente e ho sentito seriamente minacciato il mio benessere e tutto ciò che significa per me essere un buon padre. 

QUINDI 

ho deciso, piuttosto tardi nella mia vita, di mettermi a studiare che cosa stesse accadendo e cosa potessi fare in prima persona al riguardo. Mi sono iscritto all’università, ho studiato sociologia del cambiamento climatico e ora sono qui davanti a voi.

5. Punta su ciò che si sa

Bisogna fare una premessa su ciò che è la ricerca scientifica.

La ricerca dà risalto all’esplorazione di nuove aree piuttosto che ripetere fatti consolidati: si focalizza così su ciò che gli scienziati non sanno ed è questo che la mantiene viva permettendole di progredire.

La scienza quindi è un metodo per capire il mondo il quale è pieno di incertezza.

Questo concetto vale anche nella climatologia: l’incertezza ne è parte integrante.

Proprio questo aspetto può diventare un ostacolo al di fuori dell’ambiente scientifico che può essere invece percepito dal pubblico come  ignoranza. Perciò devi concentrarti su ciò che è noto anche se sono nozioni assodate. 

Esempio pratico:

Non impostare il discorso con “ciò che non si sa” come:

“Sebbene non si possa ancora prevedere con certezza in che misura i servizi locali di (nome della città in cui stai parlando) saranno influenzati dal cambiamento climatico, è probabile che in futuro assisteremo a precipitazioni più intense e ad allagamenti più frequenti”. 

Imposta il discorso con “ciò che si sa” come:

“Il rischio di precipitazioni più intense e allagamenti più frequenti a (nome della città in cui state parlando), che causano problemi alle attività commerciali e alle scuole, è ora più elevato a causa del cambiamento climatico”. 

L’approccio narrativo visto al punto precedente elimina l’elemento “incertezza “ che rischia di avere più risalto rispetto ai punti sui quali vi è un forte consenso scientifico. 

Uno di questi punti è il fatto che l’umanità è responsabile dei cambiamenti climatici. Anche la connessione tra eventi meteorologici estremi e cambiamento climatico è una prova tangibile e bisogna aver cura di adottare un approccio attento e ponderato perché ci si muove in un contesto difficile e carico di emotività.

I valori e le credenze personali influiscono sulla percezione della realtà e neppure l’esperienza diretta di un evento estremo prevale sui filtri culturali e ideologici: una comunicazione efficace deve comprendere i valori del suo pubblico e inquadrare la discussione usando un linguaggio che parli a quei valori.

6. Usa la comunicazione visiva di maggior impatto 

Le fotografie

Le fotografie rappresentano un linguaggio visivo estremamente importante e per questo vanno scelte con attenzione.

Siamo abituati a vedere nei servizi di informazione incontri internazionali fra scienziati e decisori politici sui cambiamenti climatici e sono seduti a negoziare.

Queste immagini sono fin troppo note, asettiche e perdono l’occasione di coinvolgere il pubblico.

Perciò per le tue lezioni o conferenze tieni conto di 5 principi:

1. Mostra persone reali con emozioni autentiche; (non modelli in posa)

2. Racconta storie nuove; purtroppo sono diventate inflazionate le foto con orsi polari e deforestazioni. Usa soggetti che stimolino la riflessione.

3. Mostra le conseguenze della crisi climatica: vedere determinate immagini può essere sconvolgente, affiancare immagini con azioni o comportamenti che le persone possono mettere in atto aiuta a smorzare l’impatto emotivo. 

4. Le conseguenze della crisi climatica a livello locale che ritraggono persone con emozioni riconoscibili sono sicuramente le più potenti;

5. Esponi immagini che mostrino delle “soluzioni” al cambiamento climatico perché generano, per lo più, emozioni positive.

Ti può essere d’aiuto la galleria immagini “New stories” a questo link:

https://climatevisuals.org/images

Trovi immagini basate sui fatti che mostrano persone in situazioni reali.

La rappresentazione visiva dei dati

I dati rappresentati in forma grafica sono parte integrante del lavoro di uno scienziato ma rimangono spesso di difficile comprensione per i non esperti.

Puoi aiutarti con il metodo MADE per dare al messaggio il taglio più adatto al tuo pubblico.

L’acronimo corrisponde (in inglese) a: 

Message (messaggio), Audience (pubblico) , Design (grafica), Evalution (valutazione)

Di seguito trovi come mettere in pratica i relativi principi:

Message = identifica il messaggio che vuoi tramettere attraverso l’immagine

Audience= valuta le competenze e le conoscenze di chi ti ascolta per individuare le informazioni da trasmettere

Design= assicurati proporre immagini idonee al tuo pubblico e che risultino familiari 

Evaluation= valuta le immagini che hai scelto sperimentandole con persone che abbiano un livello di conoscenza simile a quello del tuo pubblico.

Se vuoi leggere il manuale dell’IPCC tradotto in italiano, clicca sul bottone qui sotto:

Se vuoi scaricare le infografiche che abbiamo preparato per te, fai clic sul bottone qui sotto:

Sperando che questo articolo ti sia piaciuto e soprattutto che ti sia utile, condividilo coni tuoi colleghi o persone che interessate all’argomento.

Se vuoi lasciarci un commento, ti ringraziamo.

Grazie e alla prossima!

Margherita

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