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⭕ L’Economia della ciambella di Kate Raworth (2a puntata)

Lʼeconomia della ciambella di Kate Raworth

Sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo

“Ogni società è il riflesso del pensiero della propria economia”
Il termine “economia” ci giunge dall’antica Grecia con il significato di “Arte della gestione domestica”.
Per gestire la casa planetaria nel XXI secolo, con le sue enormi sfide,  occorre avere necessariamente una visione nuova e a lungo termine. Ecco cosa ebbero a dire i due economisti più influenti del XX secolo che avevano prospettive teoriche e politiche opposte ma concordavano su uno stesso argomento. John Maynard Keynes, economista britannico (intervista negli anni Trenta):
“Le idee degli economisti e dei filosofi politici, sia quando esse sono esatte sia quando sono sbagliate, sono più potenti di quanto si ritenga comunemente. In realtà il mondo è regolato da poco altro” .
Friedrich von Hayek, austriaco, padre del neoliberismo degli anni Quaranta, nel 1974 fu insignito del premio Nobel per l’economia. In quell’occasione dichiarò: “Il premio Nobel conferisce a un individuo un’autorità che in economia nessun uomo dovrebbe possedere perché l’influenza dell’economista è quella che più pesa sui profani: politici, giornalisti, impiegati statali e popolazione in generale”.
A riprova di questo fenomeno abbiamo “strutture sanitarie e pazienti” che sono stati ridefiniti in “fornitori di servizi e clienti”.
Gli economisti hanno attribuito per i campi e le foreste di tutti i continenti “un valore monetario del capitale naturale” e un “valore monetario dei servizi ecosistemici” per l’impollinazione degli insetti.
In questo quadro abbiamo il settore finanziario  che esalta la sua importanza con i resoconti e le quotazioni nei media: radio, telegiornali, giornali. Possono gli studenti avere un approccio mentale adeguato al mondo di oggi con libri di testo di economia che si fondano su testi del 1950 a loro volta derivanti da teorie del 1850?

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#puntata2



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